Intestazione
Belluno 1 ottobre 05 - 22 gennaio 06 · Palazzo Crepadona
Roma 15 febbraio 06 - 2 maggio 06 · Palazzo Braschi

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Descrizione CAFFI - Luci del Mediterraneo

Le dolomiti bellunesi nel cuore, la luce di Canaletto nel DNA, i colori del Mediterraneo negli occhi, la curiosità e la ricerca del “vero” -proprie del positivista-, la passione del patriota, la forza di un eroe. 

Ippolito Caffi, ritrattoIppolito Caffi (1809 - 1866) è artista e personaggio romantico di grande fascino: tra i maggiori e più originali vedutisti dell’Ottocento italiano, assume nella sua arte una dimensione e un respiro europei che lo avvicinano a Corot, suscitando, nella sua breve ma intensa vita, consensi ed ammirazione. 

Ma Caffi, oltre ad essere tra i più acclamati artisti del tempo, fu anche una personalità forte ed inquieta, uno spirito avventuroso, viaggiatore instancabile e patriota convinto con la sua partecipazione ai moti del 1848-49, la persecuzione austriaca, la partecipazione alla terza Guerra d’Indipendenza fino alla prematura morte nel corso della battaglia di Lissa, a soli 57 anni, imbarcato nell’ammiraglia Re d’Italia. 

Al pittore bellunese viene dedicata -a Belluno a Palazzo Crepadona dal 1° ottobre 2005 al 22 gennaio 2006, quindi a Roma al Museo di Roma-Palazzo Braschi dal 15 febbraio al 2 maggio 2006-  la prima grande mostra antologica, che riunisce oltre un centinaio di vedute, tra le quali numerosi inediti, un nucleo importante di opere grafiche - disegni ed acquarelli bellissimi - e i suoi album e taccuini: preziosi schizzi appuntati durante i tanti viaggi o nel corso delle operazioni belliche di cui fu spettatore e protagonista, cronache e testimonianze d’epoca di grande efficacia, che consentono di mettere in luce anche l’abilità di Caffi nelle resa delle figure ed il suo interesse per la varia umanità incontrata: popolani, soldati, religiosi, donne con costumi tradizionali, ecc. 

L’esigenza continua di documentare la realtà in tutte le sfaccettature percepibili, aveva fatto di Caffi, infatti, una singolare figura di artista-reporter, un testimone eccezionalmente sensibile di ogni evento atmosferico, di ogni fatto di cronaca, di paesaggi urbani illuminati da affocati tramonti o inghiottiti da nebbie pannose. 

Un anelito che lo spingeva a fissare sulla tela quello che i propri occhi riuscivano a vedere, a documentarsi sugli spettacoli della natura più inusitati, a partecipare direttamente ad eventi eccezionali: capace come nessuno di rendere in pittura il fenomeno dell’eclissi di sole, ardito al punto di voler provare il volo in pallone aerostatico per documentare un nuovo punto di vista del mondo, instancabile viaggiatore tanto da spingersi in un pionieristico viaggio in Oriente immortalato attraverso le sue pitture, osservatore puntiglioso e coraggioso fino a perdere la vita per documentare direttamente una battaglia cruciale. 

Definito retoricamente, per la sua abilità prospettica, l’ultimo erede di Canaletto, Caffi seppe in realtà superare la tradizione canalettina, arricchendola con un profondo senso di ampiezza atmosferica e con un ricercato studio sugli effetti di luce, “traghettando il paesaggismo -come scrive Giandomenico Romanelli- verso una nuova stagione, verso la macchia, verso la densità dei colori aggrumati, bianchi squillanti e rossi aranciati di tramonti di fuoco e il mauve delicato di albe primaverili”. 

E’ una luce “emotiva” quella che inventa Caffi e che rende i suoi quadri tanto poetici, affascinanti ed amati. 

I luoghi del suo girovagare sono anche i luoghi che lui immortala nei suoi dipinti: la sua amata Belluno e Venezia, Roma, Napoli, ove si soffermò soprattutto a Pompei ed Ercolano, la Sicilia, le mete del suo viaggio in Medio Oriente (Atene, Costantinopoli, la Siria, l’Egitto, Malta) e quelle del suo esilio una volta caduta la Repubblica di Venezia: Genova, Nizza, Torino, Parigi. 

Città che non vengono più viste nella solarità abbagliante delle luci zenitali del Canaletto ma sempre còlte dal pittore veneto in una particolare fenomenologia atmosferica o in una esplosione di feste e colori. 

Ed è proprio procedendo per luoghi (Venezia, Roma e il Mediterraneo) -ed accostando vedute dello stesso sito da prospettive differenti o nelle diverse declinazioni della luce, a dare conto della sensibilità caffiana- che si dipana la mostra. 

La mostra offre dunque ai visitatori alcuni tra i più notevoli esempi della produzione del Bellunese, dando modo di ammirare opere mai esposte prima d’ora o addirittura inedite prestate da musei italiani ed esteri ma anche da collezionisti privati che hanno acquisito negli anni alcuni dei principali capolavori.

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